09 febbraio 2012
08:46
2/ Differenze Europa USA: Quanto DNA, quanto partito preso?
Fra le varie note che ho ricevuto per la mia column su Plus ho avuto anche questa lunga lettera che ho deciso di riproporre con la mia risposta perche' articola secondo me una posizione sentita in Italia ma eccessiva sui mali americani. DI seguito la mia risposta, la lettera e l'articolo.
Caro Avenati, quando la lettera e' piu' lunga dell'articolo le armi sono impari. La mia column su Plus, che ripropongo dopo la sua lettera, voleva solo cercare di spiegare in termini storici il diverso DNA europa USA, da una parte, quella europea l'aristocrazia, dall'altra, quella americana una rivoluzione repubblicana. Io stesso dico che oggi gli attacchi non sono piu' giustificati.
Altro e' discutere delle responsabilita'. Nella brodaglia derivati ci hanno inzuppato tutti il biscotto. Ma il fatto e' che oggi in Europa in molti siamo ostaggio di un modello tedesco che funziona grazie alla soppressione degli altri. Stimolare per crescere non e' un crimine.
Egregio Dr. Platero,
solo oggi ho potuto leggere la Sua sempre interessante, benchè
concisa, "Lettera da WS". Visto che, in calce, vi ho trovato una
esplicita richiesta di suggerimenti, La invito a considerare anche
delle ipotesi meno "storicamente lontane" a quelle da Lei fatte sui
fondamenti della Costituzione americana. Peraltro certamente
indicativi, ma solo della ben nota propensione, un pò , per il
possesso e l'uso delle armi tipico degli americani.
Certo, attualmente nel mondo c'è una grande guerra fredda economica
non dichiarata, ma solo tra i Grandi Debitori Sovrani e tra due
concezioni di Società, quella Occidentale, che, soprattutto in Europa,
è stata finora piuttosto anti-schiavistica (nella più ampia concezione
del termine), e quella Terzomondista (lo so, è un termine obsoleto, ma
mi è comodo per non dover dire "di tutti gli altri") che bada più ai
fatti pratici di una ricorsa allo sviluppo che alla difesa del
"diritto naturale dei loro popoli", per non parlare degli altri
popoli, che interessano poco ad ambedue. E certamente, tutto ciò,
legato all'esaurimento delle risorse del pianeta, produce notevoli
contrasti tra, ed entro, vari popoli, con notevoli ricadute su
conflitti e rapporti internazionali.
Ma, visto che la Sua Lettera citava in particolare le opinioni (almeno
quelle dichiarate) USA sui comportamenti europei, soprattutto
economici & finanziari, Le vorrei far notare che:
1) Attualmente tali comportamenti europei derivano in buona parte
dagli effetti della più grande truffa finanziaria mai costruita e
perpetrata (nei paesi anglosassoni, e poi esportata in tutto il mondo
finanziario, occidentale e non solo), quella che ha creato almeno le
ultime 2 bolle finanziarie, ed in particolare l'ultima del 2008,
inventando derivati finanziari tossici (e dal sottostante
inconoscibile) di vari tipi, e poi vendendone quantità inverosimili,
per vari multipli del PIL mondiale, speso sui mercati OTC.
2) Non mi sembra che alcuno dei responsabili di tali raggiri,
consistenti soprattutto nell'aver costretto quasi tutti i governanti
occidentali a ricapitalizzare con soldi pubblici (da tasse) i danni
derivati ai privati (solo quelli troppo grandi per fallire,
naturalmente) dal crash di tali bolle finanziarie, sia mai stato
indagato e perseguito neanche dagli organismi della Giustizia USA, la
più rinomata per la sua severità in tali faccende (ma pare solo con
Madoff, cosa giustissima).
3) Faccio notare che tali megatruffe potrebbero aver rovinato la
"gallina dalle uova d'oro" finanziaria (vedremo), ma di certo hanno
fatto indebitare abnomemente (sempre per salvare, e rimpinguare, i
suddetti potentati privati) tutti gli Stati d'Occidente, portandone
alcuni verso il default e mettendoli tutti nelle gravi temperie che
viviamo attualmente.
4) Conseguenza principale, e certa, di tale stato delle cose è
l'enorme, e crescente per gli attacchi speculativi (prevalentemente
lanciati dalla finanza anglosassone) ai debiti sovrani europei (e solo
europei), che, oltre a mettere in forse il futuro debitorio e
democratico di tutto l'Occidente (viste le possibili ricadute, di cui
i nostri ipocriti cugini anglosassoni ora si lamentano), mettono
certamente in dubbio sulla creazione di una futura "schiavitù da
debito" dei popoli chiamati a coprire i debiti dei loro governi
"democratici" coi loro redditi ipertassati, in un momento di grave e
inarrestabile (per mancanza di risorse e lavoro da poter sfruttare)
recessione mondiale.
5) Infine Le consiglio di riconsiderare, da un punto di vista
strettamente economico, le decisioni di economia, interna e di guerra,
prese dal governo americano durante il periodo di Bush Jr., con le
loro ricadute pratiche di feroci tagli all'amministrazione pubblica,
l'appalto a ditte esterne (alcune poi "fuggite" in paradisi fiscali)
di molto di tale amministrazione e di quella di buona parte delle
guerre sconsiderate che s'erano intraprese, le scelte di politica
economica fallimentare sul futuro (ad es. la creazione di aziende per
la distribuzione al popolino di mutui antieconomici, per giustificare
la crescita forzosa del valore degli immobili che ancora scontiamo e
che ha permesso di lanciare le megatruffe finanziarie che hanno creato
la bolla del 2008), etc.
Non le pare che un pò tutto si tenga insieme, per non considerare
perlomeno inappropriate le attuali lamentele americane, in particolare
vista la mancanza d'interventismo chiarificatore in un paese ove i
ricchi pagano tasse molto minori degli altri?
Non mi pare sia fantapolitica, le prove sono evidenti e disseminate
ovunque, basta volerle vedere. A chi le ha lasciate non pare importi,
si sente troppo potente col potere mediatico in mano.
Distinti saluti
La mia column su plus
In America oggi l'Europa è sotto attacco da tre parti. Intanto da quella dei mercati e delle agenzie per la valutazione del credito. E questo lo sappiamo, che ci sia buona o mala fede è oggetto di dibattito. Ma la questione è tecnica e delimitata. Mi preoccupano di più gli attacchi di natura politica.
L'Europa è attaccata dai repubblicani perché, dicono, rappresenta quel simbolo di "statalismo che potrebbe contaminare l'America". È successo tre volte nell'ultima settimana, Mitt Romney, Newt Gingrich e Rick Santorum hanno dato più o meno lo stesso messaggio. Obama è un Presidente «statalista», quasi socialista» con l'obiettivo di annacquare il sangue capitalista che scorre nelle vene americane per trasformare il Paese in uno stato assistenzialista all'europea. Ma l'altro attacco viene da Obama in persona. Ha più volte ricordato che i rischi per l'economia americana possono venire dall'Europa. Giovedì Ben Bernanke è stato ancora più esplicito. «La crisi europea potrebbe avere conseguenze dirette sulla nostra economia impedendo una ripresa a pieno ritmo» ha detto il capo della Fed durante un'audizione in Parlamento.
È solo strumentalizzazione spicciola? O c'è qualche cosa di più atavico che può spiegare questo atteggiamento? Sia la destra sia la sinistra - ma anche il centro visto che Bernanke si colloca a metà del guado: è conservatore per formazione ma ha aderito alla dottrina economica di Obama – insomma l'intero spettro della politica Usa è sospettoso nei confronti dell'Europa. Non che io sia tenero nei confronti di certe arretratezze europee. Ma questo fuoco incrociato mi sembra francamente eccessivo.
E dunque mi chiedo: come mai? Una risposta l'ho trovata in un possibile rapporto conflittuale atavico, in una differenza ormai scolpita nel Dna delle due sponde atlantiche: fin dal 1776 l'America temeva una restaurazione europea (o britannica). Per questo il Parlamento approvò il Secondo emendamento alla Costitutione, per il diritto «ad armarsi e formare milizie», nel caso le armate britanniche o francesi o spagnole avessero avuto qualche idea, avrebbero trovato pane per i loro denti. Il tema merita approfondimento: si può ricondurre al sospetto americano di questi mesi, di essere accerchiati economicamente o socialmente da un modello europeo - restaurazione aristocratica allora, statalismo burocatico oggi - che disprezzano? È una provocazione. Si accettano suggerimenti. Intanto Mario Monti oggi cerchera' di fare da ponte.
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