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Il blog di Mario Platero

24 settembre 2011
23:45

EuroCrisi. Forse una svolta a Washington/IMF. Teniamoci forte: in arrivo una special facility (su EFSF) con forte leva, 2000 miliardi euro?

WASHINGTON - Forse siamo vicini a una svolta. Sotto una fortissima pressione degli Stati Uniti, i ministri finanziari europei, la Bce, e il Tesoro americano stanno convergendo su una soluzione per allentare la morsa del contagio nell'area euro. La soluzione prevede la creazione di un nuovo veicolo esterno all'Efsf che doterà lo strumento con 200 miliardi di euro. Il veicolo avrà la possibilità di far leva fino a dieci volte sulla dotazione inziale, e dunque anche fino a 2mila miliardi, appoggiandosi alla Bei, la Banca europea per gli investimenti che procederà con l'indebitamento diretto sul mercato per finanziare il veicolo. A quel punto il veciolo, con un potenziale di fuoco in grado di scoraggiare la speculazione sarà a disposizione dell'Efsf che lo distribuirà ai singoli Stati nel momento in cui dovessero esserci improvvise crisi di liquidità o di funding. «L'obiettivo è ovviamente quello di usare il fondo il meno possibile, la sua semplice esistenza avrà un forte ruolo di deterrente psicologico» dichiara un'autorevole fonte monetaria al Sole 24 Ore. Le cose si sono mosse in avanti dopo che il segretario al Tesoro di Tim Geithner ha ripreso ieri ad attaccare l'Europa dalla piattaforma del Fondo monetario internazionale. Ha menzionato di nuovo il rischio per la tenuta dell'euro, e lo ha fatto usando termini straordinariamente espliciti ed allarmanti per un ministro del Tesoro: «La minaccia di un default a cascata, di corse ai depositi bancari e di un rischio catastrofico devono essere eliminate, altrimenti sia gli sforzi euroepi che quelli globali saranno sotto attacco. Le decisioni su come affrontare in modo decisivo i problemi della regione non possono attendere fino a quando la crisi si farà più severa» ha detto Geithner. Parole di grande allarme, inusuali, che hanno però un obiettivo molto preciso, quello di stanare i ministri finanziari europei, quello della Germania in testa, che ancora resistono l'idea di una forte leva e hanno riserve su certe dinamiche per la creazione dello strumento. E difatti, in un passaggio chiave Geithner incoraggia i suoi colleghi europei a "team up" a unire le forze, a lavorare più da vicino con la Banca centrale europea per raggiungere l'obiettivo comune. C'è una triangolazione forte dunque, con Tesoro americano e Bce alleati sullo stesso fronte a fare pressioni perché i ministri europei – e la politica – si muovano rapidamente. Le indiscrezioni anticipano che già la prossima settimana si cercherà di finalizzare il meccanismo in modo da poterlo annunciare già durante gli incontri del 3 ottobre prossimo dei ministri finanziari europei. Ovviamente vi sono ancora molte differenza. La novità più importante di questa impostazione sta nella possibilità di concedere una leva fino a dieci volte il capitale. Alcuni ministri resistono e chiedono cifre più basse ma non si dovrebbe scendere al di sotto di una leva di 7-8 volte il capitale e dunque attorno ai 1.500 miliardi di euro. Ma l'obiettivo resta quello più ambizioso, 2mila miliardi. Da questo fondo partiranno erogazioni "salva-Stati”, sarà poi il singolo destinatario a decidere se usare parte dei fondi anche per rafforzare il sistema bancario. Se l'accordo si concretizzerà, l'Europa avrà iniettato nel suo sistema un vaccino contro il contagio, i mercati torneranno a respirare e una delle tre variabili che oggi sono alla radice della crisi, forse la più importante sarà improvvisamente sotto controllo. Le altre due riguardano le difficoltà del modello di crescita e la debolezza ormai strutturale del sistema bancario. Per le banche si incoraggerà un nuovo giro di ricapitalizzazioni, per la crescita si tratta di aprire un capitolo diverso con indicazioni di massima quanto meno teoriche su cui già si discute nel contesto delle varie tesorerie. Ed è in questa chiave che debbono essere lette alcune dichiarazioni di ieri di ministri europei: «L'epicentro della crisi è in Europa – ha detto il nostro ministro del Tesoro Giulio Tremonti – sta circolando l'idea dell'Eurobond, con modalità meno aggressive di quelle che ho proposto tempo fa con Jean Claude Juncker. Alcune tesorerie sono più prudenti, l'importante è arrivare in tempo. E il ministro dell'economia tedesco Wolfgang Schauble ha detto ieri che «si puo rendere la Efsf più efficente, aumentando la sua leva senza implicare la Banca centrale europea». I conti tornano. La Bei non implicherebbe la Bce. La convergeza ieri a Washington sembrava più forte. Forse l'accordo anche nei suoi dettagli tecnici è davvero vicino.

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