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Il blog di Mario Platero

03 marzo 2013
00:03

Il "sequester", i Thunderbird al loro ultimo spettacolo e la tregua sullo "stopgap". E intanto l'America taglia 3.700 miliardi ma cresce

(dal nostro corrispondente) NEW YORK – La vittima piu’ illustre e piu’ immediata dei tagli automatici alla spesa pubblica americana sara’ la pattuglia acrobatica dei Thunderbirds. I Top Gun degli F16 dell’aeronautica militare hanno annunciato ieri di aver cancellato tutti i loro impegni, la loro ultima esibizione, fino a nuovo ordine, sara’ il 23 marzo a Titusville, in Florida. Poi non non ci saranno piu’ fondi. E’ solo un esempio, forse il meno doloroso, delle conseguenze del “sequester”, partito alla mezzanotte di ieri.

Dall’Ufficio del Bilancio della Casa Bianca sono state inviate centinaia di lettere a governatori, agenzie federali, ministeri, fondazioni pubbliche, funzionari congressuali con i dettagli delle riduzioni di spesa, che colpiranno ogni voce di bilancio, dai controlli per la sicurezza negli aeroporti a programmi educativi. C’e’ da sottolineare che le stesse lettere forse anche quella per i Thunderbirds, sarebbero partite lo stesso in caso di accordo politico sui tagli che, secondo la proposta di Obama doveva essere "bilanciati", 55 miliardi di dollari mentre altri 55 miliardi di dollari sarebbero stati recuperati attraverso aumenti fiscali.

La novita’ di sabato tuttavia e’ che sul piano politico democratici e repubblicani hanno aderito a una tacita tregua su un’altra scadenza di bilancio quella del 27 marzo, quando si dovranno rinnovare le autorizzazioni temporanee di spesa. Sia la Casa Bianca che il Presidente della Camera avevano considerato di utilizzare la scadenza come arma di ricatto per negoziare un rientro dei tagli automatici di spesa e chiudere invece un accordo per tagli mirati. Sia gli uni che gli altri tuttavia si sono resi conto che per il 27 marzo non si saranno ancora sentite le conseguenze dirette (e, sostiene la Casa Bianca, dolorose) dei tagli alla spesa.

Non solo, nessuno dei due avrebbe ceduto sui punti che hanno impedito il compromesso. Soltanto ieri Obama ha ripetuto nel suo discorso del sabato che "i tagli automatici dovrebbero essere evitati con un approccio bilanciato" cioe' con aumenti fiscale. Sarebbe stato dunque difficile giustificare all’opinione pubblica americana un nuovo fallimento politico, questa volta ancora piu’ grave del “sequester”: in mancanza di una legge “stopgap” infatti, che autorizza i provvedimenti di spesa fino alla scandeza del 30 settembre, quando si chiude l’anno fiscale americano, l’intero stato americano sarebbe stato costretto alla chiusura con danni ben piu’ vasti e immediati di quelli impliciti nel “sequester”.

Le autorizzazioni saranno dunque rinnovate con consenso bipartisan, almeno, per quel che e’ trapelato ieri nella Capitale americane e ripreso da fonti giornalistiche fra cui il New York Times. Resta invece all’orizzonte la terza misura di bilancio che dal 2011 e’ oggetto di durissimi negoziati e fonte di minacce e pericoli drammatici per l’economia, il rinnovo del tetto sul debito. A gennaio i repubblicani avevano deciso di posticipare la scadenza e autorizzare un nuoco tetto sull’indebitamento per non avere troppa carne al fuoco e non trovarsi in una posizione di debolezza per “eccesso di ostinazione”. La nuova scadenza e’ ora il 18 di maggio. E una cosa e’ certa: per allora molte delle conseguenze dei tagli automatici – graduali – si saranno fatte sentire. Ma intanto l'America cresce e la borsa e sui record del pre crash. Noi ce li sogniamo.

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