House Ad
House Ad
Il blog di Mario Platero

30 luglio 2015
08:21

Nello scandalo Petrobras spuntano tangenti Saipem

NEW YORK - La Saipem e' stata coinvolta ieri in Brasile nel maxi scandalo che ha travolto la Petrobras, scandalo che ha persino messo in serie difficolta' il governo di Djilma Rousseuf. Per la prima volta, l'azienda italiana specializzata in servizi petroliferi viene citata dagli inquirenti brasiliani in un caso che - sospettano - potrebbe coinvolgere più di una decina di aziende straniere, fra queste la divisione cantieri navali del gigante sudcoreano Samsung, che avrebbe versato mazzette a un ex executive del gruppo petrolifero brasiliano, e la svedese Skanska.

Ieri i procuratori brasiliani hanno dato i dettagli del caso, hanno spiegato che  Renato Duque, un ex executive della compagnia petrolifera controllata da Brasilia, avrebbe favorito la Saipem in un contratto per un gasdotto sottomarino lungo 19 chilometri e che può trasportare 14 milioni di metri cubi di gas naturale al giorno. La Saipem, interpellata da il Sole 24 Ore, ha dichiarato ieri di non aver avuto alcuna notifica dalle autorita' brasiliane ma di essere pronta a collaborare pienamente al caso se gli sara' chiesto.

La tesi è che Duque abbia accettato tangenti pari a un milione di dollari e 13 opere d'arte che varrebbero circa 174.000 dollari da un rappresentanti di Saipem in cambio di una vittoria a un'asta del 2011 che affidava  il contratto per il gasdotto, progettato per connettere giacimenti offshore chiamati "Lula" (in onore dell'ex presidente brasiliano) con la costa brasiliana a oriente rispetto a Rio de Janeiro. Secondo le agenzie internazionali che hanno ripreso le dichiarazioni ufficiali, i procuratori hanno spiegato che  "sono state usate transazioni bancarie con i conti di Hayley / SA, una offshore uruguaiana con conti in Svizzera" usata dagli imputati per versare tangenti ad ex manager di Petrobas. Secondo l'accusa, il corruttore sarebbe João Antonio Bernardi. E' lui l'uomo che avrebbe agito per conto della Saipem in Brasile e che vantava buoni legami all'interno di Petrobras.

Duque - già sotto processo per corruzione a Petrobras insieme ad altre quattro persone - all'epoca dei fatti era direttore dei servizi di Petroleo Brasileiro (il nome ufficiale del gruppo petrolifero) e come tale era responsabile delle commesse.

E' chiaro che nel mondo intero il nodo si stringe intorno a prassi di corruzione che finiscono per portare gravi disfuzioni al mercato, inefficenze e spreco di danaro, pubblico o privato che sia, la questione "morale" e' certamente destinata a diventare uno dei temi centrali nei prossimi anni, in situazione in cui, soprattutto in paesi emergenti, appare impossibile aggiudicarsi una commessa senza il versamento di una tangente. Una prassi dicono le autorita' internazionali, che dovra' cambiare.

 

 

Scrivi un commento

blog comments powered by Disqus