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Il blog di Mario Platero

28 gennaio 2012
16:56

Romney in testa: la Florida a portata di mano

 Romney resta in testa nei sondaggi per la Florida, il pronostico e' che vincera' martedi' a meno di sorprese dell'ultima ora. Questo e' il reseconto che ho dato sabato mattina sul sole 24 Ore della situazione dei candidati e del perche', grazie ai due dibattiti, Romney e' in testa.

Di Mario Platero

NEW YORK - Revisione Pil americano positiva? Negativa? I repubblicani al dibattito dell'altra sera a Jacksonville hanno attaccato Barack Obama sul fronte economico. Ma il dato di ieri sulla revisione della crescita resta "good news" per la Casa Bianca. I repubblicani dicono che non continuerà così, che il 2012 mostrerà altre debolezze. Ma a dare una mano a Obama è intervenuto Ben Bernanke: la sua decisione di prolungare i bassi tassi di interesse fino al 2014 è tutta in chiave elettorale: anche il governatore ha il suo tornaconto, se Obama sarà confermato resterà alla guida della Fed, se vinceranno i repubblicani sarà sostituito. È chiaro che la questione economica resta al centro del dibattito elettorale. L'altra domanda riguarda la nomination: chi vincerà in Florida, Gingrich terrà duro, Romney riprenderà? E che ruolo giocherà Santorum, sempre più chiacchierato come possibile compagno di corsa di Romney?
La buona notizia per Romney è che per lui il secondo dibattito repubblicano in Florida è andato benissimo. Non ha concesso spazio a Gingrich, ha avuto un insperato aiuto da Santorum che ha attaccato Newt e confuso la destra su chi possa essere il miglior candidato. Il risultato immediato di questi sviluppi si è visto nei sondaggi: Romney è balzato in testa su tre nuovi sondaggi locali, con 8-9 punti più di Gingrich; Rasmussen ad esempio gli dà un vantaggio di cica 8 punti mentre la media di tutti i sondaggi gli dà un vantaggio di 7 punti. Dopo l'exploit dell'altra sera Romney dovrebbe addirittura rafforzarsi. Non solo: almeno 500mila voti per la Florida sono già stati consegnati via posta prima della South Carolina quando Gingrich si è portato in vantaggio. Santorum è al terzo posto molto distaccato, ma dopo la performance di giovedì notte potrebbe avvicinarsi a Gingrich dal quale ha un distacco di 20 punti.
La verità è che nel dibattito Gingrich è apparso nella sua dimensione più di guitto che di grande attore, più di spaccone che di statista. Wolf Blitzer, il moderatore di Cnn, non si è lasciato intimidire dagli attacchi a una sua domanda e lo ha bacchettato: «È lei che ha fatto certe affermazioni e abbiamo diritto di sapere cosa pensa. Risponda». E Gingrich ha quasi fatto scena muta.
Romney ha perso il sorriso di plastica che mette in pilota automatico anche quando è in difficoltà, è apparso più "umano", più naturale, con lo sguardo più vivo, di chi che è pronto a reagire. La cura Gingrich gli è comunque servita in questa maratona elettorale. E se vincerà la nomination, dovrà essere grato al suo concorrente per molte lezioni che gli torneranno utili durante il confronto con Obama.
Il nuovo Romney infatti, dopo le difficoltà in South Carolina, non ha dato un briciolo di spazio a Gingrich, ha sempre controbattuto, puntualizzato e usato termini come «spregevole» quando Gingrich diceva che Mitt era «antimmigrazione». «Io? Con un padre nato in Messico e una madre in Galles?». E quando Gingrich ha usato la sua proposta per la creazione di una base sulla Luna entro otto anni come esempio delle sue grandi idee, Romney lo ha freddato: «La Luna è bella ma non possiamo permettercela. Costa troppo. Lo dico sapendo che in Florida con le attività della Nasa le sue promesse possono piacere. Ma si può promettere tutto...".
Il voto è martedì, una fonte repubblicana importante in Florida ci ha detto di essere convinta che Romney ce la farà. Ora è più possibile.

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